venerdì 9 agosto 2013

LOVE PEOPLE

Vi é mai capitato di fidarvi ciecamente di qualcuno? Intendo non tanto il confidare che un segreto condiviso venga poi rivelato, ma il porre la vostra vita nelle mani di qualcun altro.
Probabilmente qualche cristiano potrebbe ripondere a questo quesito riferendosi alla fede in Dio oppure altri potrebbero pensare che l'affidarsi sia qualcosa di naturale e ovvio.
Per quanto mi riguarda sono sicura che se ponessi su di un piatto della bilancia il mattoncino che rappresenta la fiducia verso gli altri e sull'altro quello che rappresenta la paura di ció che questo comporta, quest'ultimo cadrebbe alla base con un forte rumore e senza oscillare troppo.
Avete mai pensato a che felicitá e stupore potreste provare nel caso qualcuno mettesse la sua vita nelle vostre mani? Come vi sentireste?

ps: un grazie a Lei per avermi permesso di pensare a ciò.

mercoledì 15 maggio 2013

BE THE BEST OF WHATEVER YOU ARE


"If you can't be a pine on the top of the hill,

Be a shrub in the valley---but be

The best little shrub at the side of the hill;


Be a bush if you can't be a tree.


We can't all be captains,

We've got to be crew.

There's something for all of us here;

There is big work to do, and there's lesser to do

And the task we must do is the near.

If you can't be a highway, then just be a trail,

If you can't be the sun, be a star;

It isn't the size that you win or you fail---

Be the best of whatever you are."



“Se non puoi essere un pino sul monte,
sii una saggina nella valle,

ma sii la migliore piccola saggina

sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere un’autostrada
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio
di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita.”

(M.L. King)


                           

lunedì 29 aprile 2013

DON'T BE IN A COMA - PROVOCAZIONE

«Giocate la vita per grandi ideali. Scommettete su grandi ideali, su cose grandi. Non siamo scelti dal Signore per cosine piccole: andate oltre».
«in questo tempo di crisi, oggi, è importante non chiudersi in se stessi, sotterrando il proprio talento, le proprie ricchezze spirituali, intellettuali, materiali, tutto quello che il Signore ci ha dato, ma aprirsi, essere solidali, essere attenti all’altro». (Papa Francesco)




martedì 16 aprile 2013

BELLEZZA

Oggi per strada mentre camminavo tra mille pensieri ho alzato lo sguardo. Da un pullman una bimba mi salutava con la mano e anche se avevo le mani occupate ho cercato di far di tutto per ricambiare sorridendole.
Quante volte andando in gita da piccoli si salutavano le persone nelle auto o i camionisti e poi si contava quanti avevano ricambiato?
Mi sembra che sia passata un'eternità..eppure quel gesto così semplice mi ha dato serenità e ha trasformato i miei pensieri!
Penso alla purezza dei bambini e di come crescendo veniamo contaminati da mille schemi inutili, non lasciando più spazio alla spontaneità, a tal punto che anche il semplice abbraccio del Papa a Dominic (il bimbo paraplegico) in piazza San Pietro sa quasi di irreale.
Forse è tempo di fermarci e di farci plasmare dalla bellezza!

http://www.youtube.com/watch?v=PnRPp_-6QDM

Noi sereni e semplici o cupi ed acidi, 
Noi puri e candidi o un po' colpevoli 
Per voglie che ardono: 
Noi cerchiamo la bellezza ovunque. 
E noi compresi e amabili o offesi e succubi 
Di demoni e lupi, noi forti ed abili 
O spenti all'angolo: 
Noi cerchiamo la bellezza ovunque. 
E passiamo spesso il tempo così, 
Senza utilità (quella che piace a voi) 
Senza utilità (perchè non serve a noi)

ISTINTO

In questo mese così pieno di lezioni, laboratori, studio ritagliato e vita ho ripensato a quando in prima o seconda elementare la maestra aveva dato questo compito: descrivere non so chè (forse i mesi dell'anno) anche con dei disegni.
Nulla di strano o folle.
Mamma tornava la sera dal lavoro e sempre controllava i compiti, mi puliva le copertine con uno straccio bagnato e le asciugava e faceva le punte alle matite colorate. Ma quella sera richiese di più a me..il compito assegnato doveva essere fatto bene. Ricordo che stetti sveglia oltre la solita ora, piangevo e volevo andare a dormire. Ma lei, quasi impassibile era lì, vicino a me che mi "costringeva" a finire bene. Sì, in quel momento l'ho odiata (un bambino sa odiare? mah...).
A distanza di anni la ringrazio per quella tortura. La ringrazio per il messaggio che mi ha lasciato. Per la costanza e l'esempio che mi ha dato. Se così non fosse stato non so come sarei ora.

Non importa quale sia il risultato di ciò che si fa, che voto la maestra mi avrebbe dato, che cosa pensano gli altri o che riscontro economico ho, ma l'avercela messa tutta, aver dato anima e corpo e soprattutto non aver mai mollato!

mercoledì 20 marzo 2013

GRAZIE!

Chiedo perdono per la mia assenza. Non è che non abbia pensato al blog nè tantomeno la mia vita si è fermata. Anzi. Ringrazio prima di tutto per le letture, gli incontri, i confronti, le riflessioni, le risate, ma anche per le difficoltà, il modo di affrontare le situazioni, le incomprensioni e le scelte che mi fanno dire che sì, sono cambiata, sto cambiando, sono in continua evoluzione. Quindi, come Gesù all'Ultima Cena prima di spezzare il Pane, anche io voglio ringraziare il Padre.
Questa mattina mentre leggevo un capitolo del libro "Testimoni della speranza" di F.X. Nguyen Van Thuan, mi hanno colpito le seguenti parole: "Sogno una Chiesa che è testimone di speranza e di amore, con fatti concreti, come quando si vede il Papa abbracciare tutti.." Da tempo nella mia testa alloggia l'immagine del Papa fotografato di spalle che guarda una folla immensa. E se ci pensate ogni puntino è una persona..una Persona..non so se mi spiego. Come si fa ad amare ognuna di queste persone come noi stessi? Come si fa a mettere in pratica quello che ci dice il Vangelo? Come posso amare un passante allo stesso modo in cui amo mia madre ad esempio? Le spiegazioni che mi sono state date alla fine non mi convincono più di tanto e tutte finiscono con il dire che alla fine siamo umani e che l'Amore di Dio è qualcosa di più grande. Allora mi chiedo quale sia la nostra missione? Cioè amiamo un estraneo nel modo di porci? Nel momento in cui al posto di avere musi lunghi e tesi sul treno alle 7.00 di mattina sorridiamo? Nel momento in cui ci rendiamo disponibili? Ma se non riusciamo ad ascoltare noi stessi e ad amare chi fa parte di noi e della nostra storia di vita come possiamo amare gli altri? La questione rimane irrisolta. Forse nemmeno alla fine della mia vita arriverò ad una conclusione. Nel frattempo spero però di migliorare.
Guardando però il passaggio tra la folla di Papa Francesco la foto nella mia testa è un po' cambiata. Il Papa abbraccia fisicamente le Persone, bacia i piccoli, scende e si avvicina a Lazzaro. Chissà quante adultere erano lì presenti. Chissà quanti Zaccheo. Ma lui sta in mezzo alla folla.
Che voglia davvero farci rivivere anche fisicamente le emozioni del Vangelo?